COLPEVOLI E DIMENTICATI

(riflessioni leggere sulla prossima Biennale da uno degli eletti, modesto monachello di bellezza che ha sicuramente usurpato il posto a spese di uno straordinario circense)

Le Biennali, si sa, scatenano invariabilmente velenose polemiche al loro solo annunciarsi. E’ questo il loro bello! Danno motivo a tutti gli scontenti e gli esclusi, a tutti i frustrati e i pretenziosi, a tutti i sapientoni, gli intelligentoni, gli aggiornati, a tutti quelli che sanno, senza fallo, cosa gli artisti devono o non devono fare oggi, cosa va e cosa no, cosa deve essere esposto alle Biennali stesse e cosa no, a tutti quelli che decidono la linea, a tutti , insomma, i variopinti sfrucuglioni che vivono come muffe negli angoli fatiscenti del sistema dell’arte, di dire la loro, con l’esito invariato, da tanto tanto tempo, di una grande, patetica e oserei dire ridicola confusione. A questa grottesca abitudine non si potrà sottrarre neppure questa! Naturalmente! Anzi!….il Prof. Sgarbi, gran cerimoniere di straordinarie provocazioni, questa volta l’ha fatta davvero grossa! Ha tolto l’osso dalla bocca del cane che se lo rosicchiava pazientemente da anni nel suo angolo caldo e privilegiato, per distribuirlo in giro alle più belle teste del belpaese. E questo ha fatto arrabbiare il gran cane che, vistosi sottratto l’oggetto del suo inguaribile interesse, va in giro abbaiando che questa Biennale sarà fatta solo di cani piccoli e bastardi. Che meraviglia! Come se, nelle precedenti edizioni (escludendo solo il capolavoro di Jean Clair, che ha pagato la più bella Biennale del dopoguerra con la messa al bando!) ci fossero stati solo gran cani di razza e pelo ben governato e non, quasi sempre, fatte le debite eccezioni, la solita canea circense travestita con cappottini dai fragorosi colori. Insomma confutare la tesi che sarà sicuramente una mostra minore, fatta di artisti di basso lignaggio, è sfida che qualsiasi intelligenza, anche mediocre come la mia, non accetterebbe mai, tanto sarebbe facile e banale, quasi degradante, direi. Basterebbe una sola, innocente domanda: perchè alcune tra le migliori menti del paese (fra le quali ci sono eccellenze conclamate universalmente) dovrebbero scegliere meno bene della solita stolida cerchia di criticozzi prezzolati e servi del sistema? O non è che il Prof. Sgarbi ha ribaltato la frittata del potere così tanto da farla vedere finalmente dall’altra parte? E che, fra i tanti, bravi o meno, non venga a galla qualche eccellenza nascosta e luminosa che il sopraddetto sistema aveva tutto l’interesse a tenere nascosta per illuminare sempre, di luce falsa e interessata, le stesse miserie vendute per arte da almeno trent’anni? O che nella cuccia del cane, di cui sopra, s’ è aperta una falla e da lì, orrore orrore!, può entrare un pochetto del paese reale? Se un grande architetto o un grande filosofo amano un’espressione artistica vale essa meno di tutta la paccottiglia di regime che da anni ci viene propinata come l’unica adatta al nostro tempo e degna di essere vista ed acquistata? Anche il più meschino degli insetti che striscia negli anfratti del sistema, avendo un minimo di onestà intellettuale, cosa non affatto scontata, sa che questo non è mai stato vero. Allora: allegri ragazzi! Questa scandalosa Biennale reale, come annunciano i profeti di sventura, cadrà nell’oblio con tutta la sua irredimibile colpa. E se persino un onesto facitore di bellezza come me, che ha sacrificato tutta la sua inutile vita, per fare un colore ineffabile, mantenendosi con cura estrema in una perenne perfetta inattualità, può portare la sua ossessione in una Biennale, sottraendo -aimè!- un posto prezioso all’ultimo facitore di trovate circensi, vuol proprio dire che siamo alla frutta, che non c’è più religione! E non siano tristi i risentiti: tutto passerà presto e di noi, povere vittime di questo tristissimo evento, nessuno porterà memoria alcuna. Naturalmente inutile ricordare che questo veniva detto con lo stesso disprezzo dei primi Salon degli impressionisti e che, a tutt’oggi, il mondo tutto conosce e venera gli impressionisti, avendo sepolto senza ricordo i loro profeti di sventura! Ma, si sa, oggi di ben altro si tratta! Ma allora che lo si dica: tanto rumore per nulla , avrebbe detto un gran saggio del passato! Sono solo fazioni, guerre tra bande! Ma io, meschinello del pennello, non ho che un augurio per far crescere il mondo a farlo diventar più bello: andiamo tutti a vedere di che si tratta, con le cervella libere da catene di qualsivoglia natura, e, nel silenzio che l’anima dovrebbe sempre fare nel rispetto di chi fa onestamente la sua parte, guardare se c’è qualcosa di buono, una luce accesa proprio lì dove nessuno se la sarebbe mai aspettata. Anche solo per questo dovrebbe tacere ogni guerreggiare e levarsi un lieve gesto di gratitudine per chi crede ancora nello humor e nella bellezza.
Con affetto il Vostro pittore di case.
Enrico Lombardi

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~ di enricolombardi su aprile 15, 2011.

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